Adidas Hyperboost Edge: Super ammortizzata e qualche difetto

Innovazione nell’intersuola

Hyperboost Pro Le Adidas Hyperboost Edge si presentano come una scarpa di categoria massima ammortizzazione, evidente fin dal primo sguardo per lo spessore dell’intersuola. Sotto il piede troviamo il nuovo materiale Hyperboost Pro, una formula rivista rispetto al classico Boost che dovrebbe derivare da una base TPU. Nonostante non sia presente alcuna piastra nel mezzo, la sensazione è di un ottimo mix tra morbidezza e ritorno di energia.

A livello di geometrie, la scarpa è decisamente imponente: parliamo di 45 millimetri sul tallone e 39 millimetri sull’avampiede, per un drop complessivo di 6 millimetri. Il peso dichiarato è di 255 grammi, che sale leggermente nelle taglie più grandi come il mio 44 2/3, rimanendo comunque una calzatura relativamente leggera per la sua categoria.

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Dinamica di corsa e stabilità sorprendente

Uno dei maggiori pregi riscontrati durante il test è la stabilità. Nonostante l’altezza notevole da terra, non ho avvertito incertezze nemmeno su terreni leggermente sconnessi o nelle curve strette. La scarpa sostiene bene il peso e non risulta mai eccessivamente instabile.

Ottimo anche il comportamento della suola Light Traction, che copre interamente la base della scarpa garantendo una durabilità potenzialmente elevata e un grip eccellente, testato con successo anche in condizioni di forte sudorazione sul tapis roulant. La sensazione dinamica posiziona questo modello a metà strada tra una Asics Superblast 3 e una Magablast: più veloce della prima ma più orientata al comfort rispetto alla seconda.

I limiti del comfort

tallone e traspirabilità Purtroppo la costruzione della parte superiore presenta delle criticità importanti. Il difetto principale risiede nella conchiglia del tallone, che risulta eccessivamente dura e rigida. Durante i miei 100 chilometri di test, ho riscontrato sfregamenti continui sull’osso della caviglia e sul tendine d’Achille, arrivando spesso a sanguinare. Questo mi ha costretto a utilizzare tape e creme protettive per poter proseguire le sessioni.

Anche la tomaia in tessuto Prime Wave non mi ha convinto pienamente. Sebbene esteticamente valida, la traspirabilità è limitata e il piede tende a surriscaldarsi parecchio, un fattore da considerare con attenzione in vista dei mesi caldi. Sembra quasi che Adidas abbia privilegiato il design rispetto alla pura funzionalità tecnica da running nella parte alta della calzatura.

Per chi non ha problemi di sensibilità nella zona del tallone e cerca una scarpa protettiva per i propri allenamenti, le Adidas Hyperboost Edge sono disponibili su Top4running inserendo il codice PRC5 al momento del checkout.

Conclusioni e profilo d’uso

In conclusione, le Adidas Hyperboost Edge sono scarpe nate per il volume e le lunghe distanze. Sono ideali per la preparazione della maratona e per i lunghi corsi a ritmi che possono variare dai 4:00 ai 5:30 al chilometro. Risultano versatili anche per chi ha un peso corporeo più importante, grazie alla capacità dell’intersuola di sostenere bene il carico senza affondare.

Il prezzo di listino di 200 euro è importante e la pone in una fascia di mercato dove la concorrenza offre materiali talvolta più innovativi, ma la qualità complessiva rimane buona. È una scarpa che consiglio a chi cerca protezione estrema, a patto di verificare attentamente che la calzata del tallone non crei i fastidi che ho riscontrato io.

Buone corse e ci si vede in una prossima recensione!


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