Il Triangolo della Performance | Articolo estratto dalla Puntata del nostro Podcast

Spesso, nel mondo del running e dell’endurance, ci si lascia ammaliare dall’ultimo gadget tecnologico o dal modello di calzature appena uscito sul mercato. Tuttavia, la realtà della prestazione atletica è molto più pragmatica e si fonda su tre pilastri interdipendenti che noi definiamo il triangolo della performance: allenamento, recupero e alimentazione. Se uno di questi lati viene trascurato, l’intera struttura crolla, portando a stagnazione dei risultati, stanchezza cronica o, nei casi peggiori, infortuni.

L’Allenamento: stabilire le giuste priorità

Nella nostra metodologia, l’allenamento non è un insieme casuale di corse, ma una struttura gerarchica precisa. Al vertice della piramide dell’importanza non troviamo i lavori di velocità, ma il volume. La base della capacità aerobica si costruisce attraverso la costanza e le ore passate in movimento. Un atleta che corre tre volte a settimana con precisione millimetrica otterrà sempre meno di chi, con criterio, riesce a distribuirne cinque o sei. Solo dopo aver consolidato il volume possiamo passare alla specificità e alla programmazione dei cicli di carico.

Un errore comune è sovrastimare l’importanza dell’intensità a discapito della regolarità. I lavori di qualità sono fondamentali, ma rappresentano solo la punta dell’iceberg. Per affrontare correttamente queste sessioni e proteggere le articolazioni, è essenziale utilizzare materiali tecnici di alto livello.

La Supercompensazione e la gestione del Recupero

Il secondo lato del triangolo, spesso il più ignorato, è il recupero. Molti atleti considerano il riposo come tempo perso, quando in realtà è l’unico momento in cui il corpo effettivamente migliora. Questo processo è noto come supercompensazione: l’allenamento fornisce lo stress, ma è durante il riposo che l’organismo ripara i tessuti e si prepara a uno sforzo superiore. Senza un recupero adeguato, non c’è adattamento, ma solo accumulo di fatica.

Il pilastro centrale del recupero è il sonno. Abbiamo osservato che dormire un’ora in più ha un impatto sulla performance superiore a qualsiasi integratore legale esistente. Durante il sonno profondo, il sistema endocrino produce gli ormoni necessari alla riparazione muscolare. Inoltre, non dobbiamo dimenticare lo stress extra-sportivo. Il nostro sistema nervoso non distingue tra il carico di una sessione di ripetute e lo stress derivante da una scadenza lavorativa o da tensioni familiari. In periodi di vita particolarmente complessi, la scelta più professionale che un atleta possa fare è ridurre il carico di allenamento per permettere al corpo di gestire lo stress complessivo.

Alimentazione: energia e biochimica del movimento

Il terzo lato del triangolo riguarda l’alimentazione, che deve essere vista come il carburante di precisione per una macchina complessa. Il primo concetto da comprendere è il bilancio energetico. Troppi atleti cercano il peso forma attraverso restrizioni caloriche eccessive, finendo per allenarsi in uno stato di deficit che compromette la salute ormonale e la forza muscolare. Mangiare a sufficienza è il primo passo per poter correre forte.

Oltre alle calorie, conta la qualità e il timing. La distribuzione dei macronutrienti deve essere bilanciata: i carboidrati sono essenziali per sostenere l’intensità, le proteine per la riparazione strutturale e i grassi per il corretto funzionamento ormonale. Spesso l’integrazione diventa necessaria per colmare carenze specifiche o per supportare fasi di carico intenso. Ricordate che nutrire il corpo nel post-allenamento è una finestra critica che determina la velocità con cui sarete pronti per la sessione successiva.

Una visione d’insieme per il successo

In conclusione, ottimizzare la performance significa saper bilanciare questi tre elementi con intelligenza e pazienza. Non esiste una scorciatoia che possa sostituire una buona notte di sonno, un pasto equilibrato e una progressione d’allenamento sensata. La vera maestria dell’atleta risiede nel saper ascoltare i segnali del proprio corpo e regolare di conseguenza ogni lato del triangolo.

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Ricordate che potete approfondire ogni aspetto visto in questo articolo ascoltando la puntata completa del podcast… magari durante un vostro allenamento.

Buone corse e alla prossima!


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