La Deviate Nitro 4 viene presentata da Puma come una daily trainer, ma nella pratica la vivo soprattutto come una scarpa da ripetute e allenamenti veloci su strada. Rispetto al modello precedente qualcosa è cambiato: la scarpa è leggermente più comoda e la geometria è stata rivista, con due millimetri in meno nell’impostazione generale.

L’intersuola usa il materiale Nitro in doppia densità: uno strato superiore più morbido per garantire comfort, e uno strato inferiore più secco e rigido per dare stabilità. Nel mezzo troviamo una piastra in composito di carbonio, abbastanza rigida da dare brillantezza alla falcata ma non così tanto da impedire alla scarpa di flettere. Il mix tra i due strati e la piastra funziona davvero bene: si sente una buona sensazione di comfort insieme a reattività quando si spinge a ritmi sostenuti.
Le misure sono 38 mm di altezza al tallone e 30 mm all’avampiede, per un drop di 8 mm — una via di mezzo che trovo azzeccata, anche se personalmente preferisco un drop di 6 mm. Il peso dichiarato è di 245 grammi, un valore leggero soprattutto considerando che si tratta di una scarpa pensata per ripetute veloci e, potenzialmente, per la gara.
Suola, tomaia e dettagli costruttivi
Sotto troviamo la suola in Puma Grip, un materiale che conosco bene e che garantisce aderenza in ogni condizione grazie a disegno e mescola di qualità. La tomaia è in mesh ingegnerizzato: non è ultra leggera come su altri modelli, ma resta comunque traspirante e gradevole anche nei mesi più caldi. La linguetta a soffietto è imbottita al punto giusto, e la costruzione generale della scarpa mi convince a 360 gradi, compresi i dettagli estetici e la colorazione ricevuta.

Confronto con Magic Speed ed Endorphin Speed
Il primo modello che mi viene in mente per un confronto è la Magic Speed di Asics. La costruzione dell’intersuola è molto simile: schiuma morbida sopra, piastra in carbonio al centro, strato più secco sotto. La differenza sta nel carattere: la Magic Speed è uno step più estremo, più secca e pensata solo per correre veloce, mentre la Deviate Nitro 4 offre più comfort e la userei più volentieri anche fuori dalle ripetute pure.

Il secondo confronto è con l’Endorphin Speed di Saucony, che monta una piastra in nylon più flessibile invece del carbonio rigido. Questo significa che il piede lavora di più e la spinta della piastra è minore, ma la scarpa risulta più versatile, adatta anche ai ritmi lenti. Mettendo le tre a confronto: Magic Speed la più estrema, Deviate Nitro 4 nel mezzo, Endorphin Speed la più flessibile e versatile.

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Durabilità dopo 80 km
Ho testato la scarpa per circa 80 km, distribuiti su quattro utilizzi, coerentemente con il suo ruolo di scarpa da ripetute. L’usura è ancora ottima, e stimo che possa arrivare tranquillamente a 600-800 km a seconda di come viene utilizzata. Per il tipo di scarpa, la durabilità è davvero un punto a favore.

Utilizzo consigliato e calzata
Non la definirei una scarpa versatile al punto da farci anche i lenti in modo ottimale, anche se la piastra in carbonio lo permetterebbe. Dà il meglio di sé sotto i 4:30 al km, dove inizia a lavorare e a spingere con decisione. Personalmente la userei per lunghi di qualità e ripetute, magari affiancandola alla Deviate Nitro Elite 4 per il giorno della gara.
Sulla calzata: se siete tra due numeri, meglio prendere mezza taglia in meno. Ho trovato la scarpa leggermente stretta in punta, soprattutto per chi ha un piede largo, ma dopo i primi chilometri si ammorbidisce e non causa vesciche nemmeno su distanze di 20 km.
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Prezzo
Il prezzo di listino è di 170€, ma si trova ad esempio su Top4Running a 130€, che con lo sconto del 5% del codice PRC5 scende a poco più di 120€. Per una scarpa con questa tecnologia e questa durata, è un ottimo rapporto qualità prezzo — un gradino sotto le elite da gara vere e proprie, ma capace comunque di accompagnare bene sia una mezza maratona che una maratona intera.
Pregi e difetti
Il primo pregio è il comfort: nonostante sia pensata per la velocità, si indossa bene fin da subito, a differenza per esempio della Magic Speed che trovo meno comoda sulle lunghe distanze. Il secondo pregio è la reattività ai ritmi spinti: si sente la spinta della piastra e il ritorno del materiale, anche se non ai livelli di una vera scarpa da gara.

L’unico difetto che ho annotato è la vestibilità leggermente stretta in punta, un aspetto che ho notato anche su altri modelli Puma. Non è un problema grave, e dopo i primi chilometri la scarpa si ammorbidisce.
Conclusioni
La Puma Deviate Nitro 4 è una scarpa che mi ha convinto parecchio. Al primo impatto avevo dei dubbi, ma correndoci ho sentito una buona risposta e un comfort superiore rispetto al modello precedente, sia a ritmi lenti che spingendo forte. È una scarpa pensata per lavori veloci con una componente di comfort che la rende adatta anche a un uso più ampio, considerando anche l’ottimo rapporto qualità prezzo.
Se cercate una scarpa per ripetute, lunghi di qualità o anche una gara senza spendere 250€ per un modello top di gamma, la Deviate Nitro 4 merita di essere presa in considerazione.
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